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ho chiesto al vento...
The Ghost of a Saber Tooth Tiger - Acustic Session
post pubblicato in Musica, il 14 gennaio 2012


Suona bene, oppure no. No no... suona davvero male!

L'idea è questa: Lui figlio di John Lennon & Yoko Ono, che già solo per il fatto che ti sei messo a fare il lavoro che era di tuo padre, meriteresti qualche tirata d'orecchie... però hai talento, a me piaci e pure molto. Ovvio il padre è un'altra cosa, ma diciamo che non stai li solo per il doppio cognome che porti.
Il punto cardine che mi fa storcere il naso, la bocca, gli occhi e tutto il resto è Lei: modella americana, che a cercarla su google si fa fatica a trovare vestita in anche solo una foto!!! Lei è la sua compagna, amica o qualsiasi cosa sia.
Lui che dopo "Friendly Fire" ha inciso un solo album, peraltro una colonna sonora per un film di serie B. Un giorno, probabilmente molto noioso, decide con la sua amata al fianco di incedere un disco a due voci e quattro mani.
Capirete che così diventa difficile farseli piacere. Voglio dire, già siete famosi e non del tutto per vostri meriti, già siete belli e pure questo non per merito del tutto vostro... adesso decidete di unire le forze e fare un disco di canzoni sdolcinate? Mah!
La cosa pazzesca è che non è manco un brutto disco, anzi. Certo manca praticamente tutto, su alcuni brani arrangiamenti più complessi e qualche strumento in più starebbero stati molto meglio, ma se lo scopo era: Amò n'amo in sala e registriamo il nostro amore così come ci viene, bè direi che il disco ha assolutamente raggiunto lo scopo.
Spero solo che Lui torni presto a fare le cose più seriamente perchè dimostra sempre d'avere un grande talento. Spero che Lei torni presto a fare quello che faceva prima, perchè anche lei ha un gran talento, ma in altre cose.

The Ghost of a Saber Tooth Tiger su myspace
The Ghost of a Saber Tooth Tiger su wikipedia (eng)
The Ghost of a Saber Tooth Tiger sito ufficiale
SBTRKT
post pubblicato in Musica, il 12 gennaio 2012

Di questo produttore e dj inglese non si conosce identità, che poi questa non è una gran novità. Nel mondo della musica molti artisti hanno scelto di rimanere anonimi un pò per paura di veder limitata la propria vita privata, un pò per fare spettacolo.Il duo francese dei Daft Punk per esempio, che sono una delle realtà più famose della musica elettronica ballereccia da anni si fa fotografare con mascheroni da robot in testa. In Italia I Cani si esibiscono con sacchetti di carta in testa e i Tre allegri ragazzi morti con delle maschere da loro stessi disegnate. Mentre il nostro SBTRKT (per chi se lo stesse chiedendo si pronuncia: SUBTRAKT) è un londinese, cresciuto nei locali dove da anni si sfornano le nuove tendenze della musica elettronica, che da East London partono per smuovere gli avventori delle discoteche di tutto il mondo.Lui ha scelto di coprirsi il volto con una maschera creatagli appositamente dall’artista ahiddenplace. Una rielaborazione moderna di una maschera africana che lo fa sembrare uno sciamano voodoo post punk.Dopo aver remixato pezzi di molti artisti famosi ed aver pubblicato alcuni EP che raccoglievano alcuni di questi remix e qualche traccia di sua propria produzione, alla fine dell’anno scorso ha pubblicato il suo primo disco.Dentro ci si può trovare tutto e di più. Volendo elencare gli stili racchiusi nelle undici tracce dell’album si potrebbe includere uno stile per ogni brano. Tutti nomi complicati e poco conosciuti a chi non bazzica discoteche e locali londinesi. Il minimo comun denominatore dell’intero disco sono le voci, scelte con cura tra diversi vocalist ognuno con una particolare capacità che ben si adatta alla diversità delle canzoni. Se volete farvi un’idea di quello che piace nelle discoteche e nei locali cool, questo disco può aiutarvi a farvi un’idea degli stili che si ballano in giro per il mondo.

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Un anno in musica 2011
post pubblicato in Musica, il 28 dicembre 2011



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Braids - Native speaker
post pubblicato in Musica, il 28 dicembre 2011

Ho letto scritto da qualche parte che questi quattro ragazzi fanno "art-rock", vorrei tanto sapere chi s'inventa questi nomi per definire i generi musicali...
A me piacciono, si certo. Arte e Rock, mah! non mi sembra calzi proprio. Musiche rarefatte, che andrebbero bene come colonna sonora ad un film di fantascienza. Oppure un gruppo popissimo, che maschera il tutto con qualche suono synth più ricercato per rendere il tutto più ricercato... bé comunque un disco auto-prodotto di questa complessità espressiva e compositiva, è un risultato da primi in classifica. Magari mi sbaglio, ma questi hanno un futuro davanti, un futuro davvero brillante.


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St. Vincent - Strange Mercy
post pubblicato in Musica, il 28 dicembre 2011

Dopo Feist ecco anche St. Vincent, altra splendida cantautrice canadese. I due album sono usciti quasi contemporaneamente. Si potrebbe paragonarle, se non fosse che sono più le differenze delle cose che hanno in comune. Anche perchè la voce di St. Vincent, all'anagrafe: Annie Erin Clark, è più acuta, acida e si presta sicuramente meglio ad una musica più energica e elettrica.  
Con gli anni si è creata attorno un suono molto personale e riconoscibile. Con questo Strange Mercy raggiunge una maturità e una completezza che forse solo a tratti si erano visti nei dischi precedenti. Il suo miglior album sicuramente!


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Radiohead - The King of Limbs
post pubblicato in Musica, il 6 dicembre 2011

Poi uscì il nuovo disco dei Radiohead, comprai i biglietti per il loro concerto (prima volta in vita mia che li vedrò suonare dal vivo)... e quindi poche parole bastano. Perché tanto lo sanno tutti che questi la musica sanno davvero cos'è. Ne capiscono il più profondo significato.
Come sempre sono attenti a quello che succede intorno a loro: lo prendono, lo fanno loro e lo suonano alla Radiohead. Dalla Dub-step al glitch, passando per qualche ballad alla loro maniera. Magari non il loro miglior album, ma pur sempre un piccolo capolavoro.

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I cani - Il sorprendente album d'esordio dei cani
post pubblicato in Musica, il 26 novembre 2011


Nell'universo giovanile di questi travagliati anni 0 mancava, o forse era necessario ma ancora non del tutto espresso, una dura critica a quelli tra i giovani che di solito criticano gli altri giovani. Complicato? Bè si, ma capire i giovani non lo è sempre stato?
I cani, in arte Niccolò Contessa, provano ad essere i paladini del giusto: dall'alto di un'analisi, la loro, che a volte ridicolizza e altre volte fa riflettere, tutti quei personaggi che caratterizzano lo scenario "indie" (odiare questa parola è un diritto) romano e non solo.
Il genere musicale è un pretesto. Il loro non è niente. Lo si può chiamare post-punk o electro-punk o pop qualcosa... ma non cambia il fatto che l'attenzione è tutta per i testi. Taglienti e a volte geniali. Ho letto in giro che ce li scorderemo a breve, che saranno una piacevole parentesi, ma che non dureranno. Per me il fatto che abbiano fatto sold-out al Lanificio e al Circolo è un segnale che quello che dovevano fare l'hanno fatto. Del futuro magari non m'importa.

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Feist - Metals
post pubblicato in Musica, il 15 novembre 2011


Dopo anni passati a mischiarsi nell’indie pop canadese, da sempre fucina di ottimi talenti che mischiano intelligentemente la canzone “popolare” pur rimanendo sempre saldamente fedeli alle proprie radici underground, Feist, cantante di straordinario talento… cambia strada. Sarà l’età oppure un fisiologico progresso artistico/emotivo, fatto sta che con la pubblicazione di Metals realizza un disco che strizza l’occhio al folk, mettendo insieme non solo una voce più calda e misurata, ma una sapienza stilistica ed un gusto compositivo da cantautrice navigata. Canzoni calde e vibranti di cui aveva dato pochi accenni nei dischi precedenti. Ascoltando la sua voce sempre perfetta anche nelle “sbavature” è difficile non farsi coinvolgere dall’energia che trasmette. I testi sono intimi e volutamente poetici. Parlano di uccelli che volano nel cielo e viaggi. Dalla copertina e dal titolo si capisce la contrapposizione costante fra la terra ed i metalli che ne costituiscono l’essenza. Scegliendo una via molto acustica e corale, il disco raramente si apre a momenti “spinti” . Il disco rimane sempre su toni bassi, quasi sussurrati. Sarebbe stato perfetto anche solo registrato con una sola chitarra acustica e voce.

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permalink | inviato da verba il 15/11/2011 alle 19:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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